Per filo da sutura si intende un filamento utilizzato in
chirurgia per la sintesi dei tessuti biologici.
Robustezza e resistenza alla trazione
Regolarità del calibro e scorrevolezza (superiore nei
monofilamenti)
Maneggevolezza e scarsa memoria (ricordo delle angolazioni
dovute alla piegatura del filo nella confezione).
Tenuta del nodo (legata alla flessibilità ed elasticità).
Inerzia rispetto ai tessuti (assenza di reazioni
infiammatorie da corpo estraneo).
Impermeabilità alla penetrazione dei liquidi biologici o dei
microrganismi (capillarità spiccata nei polifilamenti non
rivestiti).
Capacità di rimanere integri ed immodificati nel tempo (come
nei fili non riassorbibili) o di disfarsi nell’arco di
qualche settimana o di qualche mese (come nei fili
riassorbili).
Quest'ultima capacità è particolarmente importante e spesso
indirizza la scelta del chirurgo, ed è in base ad essa che
abitualmente vengono distinti i fili di sutura.
Suture assorbibili (o temporanee)
Vicryl, polifilamento intrecciato; è il filo più usato nella
chirurgia addominale.
Monocryl monofilamento; viene spesso usato per fare le
suture intradermiche
Suture non assorbibili (o definitive)
Seta polifilamento intrecciato o ritorto è irritante per i
tessuti. Spesso trattato con cera o silicone che rendono
poco sicura la tenuta del nodo. È robusto e maneggevole
Poliammidi Nylon, usato come monofilamento o intrecciato e
ricoperto da una guaina, è robusto e scorrevole e ben
tollerato. La sua rigidità e la memoria che conserva
indeboliscono la capacità di tenuta del nodo e lo rendono
poco maneggevole.